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Paragrafo 4 . La guerra di trincea.

     
La prima guerra mondiale cambi profondamente il modo di combattere in
Europa;  mutarono infatti la consistenza degli eserciti, la qualit  e
la quantit delle armi impiegate e le strategie.
     La  consistenza  degli  eserciti era di gran  lunga  superiore  a
quella  dei  conflitti  precedenti: alla fine della  guerra  la  somma
complessiva dei combattenti sfior i cinquanta milioni.
     L'industria   moderna,   insieme  al  progresso   scientifico   e
tecnologico,  consentiva  l'impiego  di  nuovi  materiali,  di  enormi
quantit  di  armi  e  di  altri  micidiali  strumenti  di  morte:  al
perfezionamento dell'artiglieria, delle mitragliatrici, dei  fucili  e
delle  corazzate si era aggiunta la novit degli aereoplani, dei carri
armati,  dei  sottomarini, dei gas tossici, dei lanciafiamme  e  delle
bombe a mano.
     Il  piano  Schlieffen,  preparato per anni dallo  stato  maggiore
tedesco,  prevedeva  il  rapido annientamento  della  Francia,  grazie
all'aggiramento  delle  sue difese centrali  tramite  l'invasione  del
Belgio, ed un'azione difensiva nei confronti della Russia; in seguito,
crollata  la  Francia, la Russia sarebbe stata a sua  volta  investita
dalla potenza tedesca.
     Il  generale  Hellmuth  Johann von Moltke, nipote  del  vincitore
della
     
     [Cartina   non   riportata:  La  prima   guerra   mondiale,   gli
schieamenti in Europa].
     
     p 12 .
     
     guerra  franco-prussiana del 1870, cerc di applicare  il  piano,
e,  dopo  aver  travolto i belgi e battuto francesi ed inglesi,  punt
decisamente su Parigi. Il governo francese dovette riparare a Bordeaux
(3 settembre).
     Ma  gli alleati, guidati dal generale Joseph Joffre, opposero una
strenua  resistenza  sul  fiume  Marna (6-12  settembre),  a  quaranta
chilometri dalla capitale. Ci caus un ritardo fatale ai tedeschi,  i
quali,  costretti a spostare parte dell'esercito sul fronte  orientale
per  il  contemporaneo attacco russo, dovettero indietreggiare. Allora
tentarono  di isolare la Francia dai rifornimenti inglesi, dirigendosi
verso  i  porti  della  Manica, ma nella  regione  delle  Fiandre,  in
ottobre, furono nuovamente bloccati.
     Si  era  cos  stabilita una situazione di equilibrio:  il  piano
Schlieffen era fallito.
     A  questo  punto  la  strategia militare si capovolse  e  da  una
guerra  di movimento si pass ad una guerra di posizione. La delusione
tedesca sfoci nella sostituzione di von Moltke con il generale  Erich
von Falkenhayn. Nessuna delle due parti riusc pi ad avanzare in modo
consistente  e milioni di combattenti si attestarono su un  fronte  di
ottocento  chilometri,  che andava dal confine svizzero  alla  Manica,
formato da trincee e postazioni difensive. Anche sul fronte orientale,
dopo  due  nette vittorie tedesche sui russi in Prussia  orientale,  a
Tannenberg  (27-30  agosto) ed ai laghi Masuri  (9-14  settembre),  la
caduta  di  Belgrado  ad opera degli austriaci  e  la  sua  successiva
riconquista da parte dei serbi (2 novembre-16 dicembre), si  cre  una
situazione di ristagno.
     Da  quel  momento  si  impose dovunque la guerra  di  trincea:  i
combattenti si fronteggiarono per anni a pochissima distanza  gli  uni
dagli  altri,  nascosti  e  riparati dentro  un  labirinto  di  tunnel
comunicanti  fra  loro, minacciati dall'artiglieria e  dai  colpi  dei
cecchini.  I ripetuti assalti alle postazioni nemiche, intrapresi  per
guadagnare  poche  centinaia  di metri, erano  generalmente  destinati
all'insuccesso, a causa dell'ostacolo frapposto dalle barriere di filo
spinato  e  dell'esposizione ad una inusitata potenza  di  fuoco,  che
costava l'inutile sacrificio di migliaia di soldati.
     Per  sfuggire  a  quella tattica di logoramento, e  riportare  la
guerra sui binari tradizionali del movimento e dell'accerchiamento,  i
comandi  tedeschi sferrarono nei primi mesi del 1916 (febbraio-giugno)
una  massiccia  offensiva su Verdun, importante piazzaforte  francese,
cercando  di sfondare il fronte. Ma dopo aver resistito alla pressione
tedesca,    a   costo   di   pesanti   perdite,   gli   anglo-francesi
contrattaccarono  a loro volta l'avversario sul fiume  Somme  (luglio-
novembre),  senza  comunque  ottenere risultati  concreti.  In  questa
occasione per la prima volta vennero impiegati i carri armati. Mesi  e
mesi  di  accaniti combattimenti non portarono alle parti belligeranti
che  modeste  e  provvisorie conquiste territoriali,  comprese  fra  i
cinque  e i dieci chilometri, determinando tuttavia gravissime perdite
umane;  i  morti  e  i feriti erano stati, fino ad allora,  quasi  due
milioni.
     Nel  1916  si  svolse  anche la pi importante  battaglia  navale
della  guerra, presso la penisola danese dello Jutland, nel  mare  del
Nord  (31  maggio): in un grande scontro combattuto fra unit tedesche
ed  inglesi  colarono a picco ben venticinque navi, in  maggior  parte
britanniche.
     Tuttavia  i  comandi  navali  tedeschi,  anche  se  erano  usciti
parzialmente  vincitori da quella battaglia, dopo aver  constatato  la
complessiva  superiorit nemica, decisero di non esporre ulteriormente
la propria flotta in mare
     
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     aperto, ma di tenerla al sicuro nei porti. Intensificarono  per,
per  tutta  risposta al blocco navale avversario, una  crudele  guerra
sottomarina,  che  gi avevano intrapreso l'anno  prima  e  che  aveva
portato all'affondamento, fra l'altro, della nave inglese Lusitania.
     Sul  fronte  italo-austriaco, l'esercito italiano  aveva  tentato
vanamente  alcune  offensive sull'Isonzo e sul Carso  (giugno-dicembre
1915), ma, male equipaggiate e dotate di un'artiglieria insufficiente,
le  armate  italiane  avevano subto pesanti perdite  da  parte  degli
austriaci,  ben appostati sulle alture. Ci si era quindi  limitati  ad
una  logorante  guerra di trincea, su un fronte che  ricalcava  grosso
modo i confini fra i due stati precedenti il conflitto.
     Nel  1916,  sollecitati dagli alleati, che  venivano  pressati  a
Verdun, gli italiani tentarono un ennesimo sfondamento sull'Isonzo; il
fallimento  di  questa  operazione fu seguito  da  una  controffensiva
austriaca,  in maggio, fra il Brenta ed il lago di Garda.  Considerato
alla  stregua di una spedizione punitiva (Strafexpedition),  l'attacco
ottenne  un iniziale successo. Una contemporanea offensiva  russa  sul
fronte  orientale per allegger la pressione austriaca  sull'esercito
italiano,   che  pot  fermare  la  spinta  nemica  e  contrattaccare,
riportando anche questo fronte ad una logorante vita di trincea.
